“E se non riesci a dormire…”: L’ansia tra parole, musica e cura Sento i muri che si stringono, il fiato che si accorcia Il cuore che galoppa e non si ferma, sembra una corsa E la paura di restare solo e la paura di stare con qualcuno Che non riesci a decidere quale sia il peggio per il tuo futuro Siamo due molecole che si incontrano e non sanno dove andare E io che cerco di calmarmi ma il mio cuore non sa più aspettare”
En e Xanax (Nigiotti & Alfa)
Il peso del caos e il bisogno di un porto sicuro
Ci sono canzoni che riescono a dare un nome a sensazioni che spesso teniamo chiuse dentro. La versione di Enrico Nigiotti e Alfa di En e Xanax fa esattamente questo: descrive quell’urgenza di chi sente il mondo farsi troppo stretto. Le parole di Alfa, in particolare, dipingono il ritratto fedele di ciò che accade nel corpo e nella mente quando l’ansia prende il sopravvento: il cuore che galoppa, il respiro che manca, quel paradosso di aver paura della solitudine ma anche del giudizio degli altri. Come psicoterapeuta, leggo tra queste righe la richiesta di aiuto di chi si sente come una “molecola nel caos”. Ma come si trasforma questa suggestione in un percorso di benessere reale?
La bussola della diagnosi: oltre le sensazioni
Il primo passo per smettere di “correre senza meta” è capire dove ci troviamo. Noi professionisti della salute mentale, crediamo che ogni persona sia unica e che l’ansia non possa essere trattata con una formula standard. Per questo, il percorso inizia sempre con una valutazione psicodiagnostica rigorosa. Attraverso l’uso di test specifici e validati, siamo in grado di mappare il disturbo, capirne l’intensità e l’origine. Questa fase non è solo burocrazia clinica: è la bussola che ci permette di pianificare un trattamento su misura. Solo partendo da dati oggettivi possiamo decidere quale sia la strada migliore per te. L’equilibrio tra farmaco e introspezione Nel testo si citano due molecole storiche, En e Xanax. Nella pratica clinica, il farmaco è spesso un tema delicato, ma va affrontato con chiarezza scientifica: non in tutti i casi di ansia il supporto farmacologico è necessario. Molti percorsi possono essere portati a termine con successo attraverso il solo lavoro psicoterapeutico. Tuttavia, quando il disturbo è in una fase di acuzie e i sintomi diventano invalidanti, impedendo il sonno o le normali attività quotidiane, il farmaco prescritto da uno psichiatra diventa un alleato prezioso. Il suo compito non è “risolvere il problema” magicamente, ma abbassare la soglia del dolore e del panico. La vera differenza, in questi casi, la fa l’associazione della psicoterapia alla farmacoterapia. Il farmaco calma la tempesta biologica, creando le condizioni ideali perché la persona possa affrontare un’introspezione profonda. È grazie a questo “spazio di quiete” che il lavoro in seduta diventa più consapevole e incisivo, permettendo di comprendere le radici della propria sofferenza e di costruire strumenti solidi per il futuro.
Ritrovare se stessi
La terapia è il luogo dove impariamo che, anche se il mondo fuori corre, noi possiamo trovare il nostro ritmo. È il passaggio dal “sentirsi persi” al diventare consapevoli che, come dice la canzone, “sei tutto quello che ho, e non è poco”. Presso il centro Starbene il servizio di psicoterapia è curato da professioniste esperte nel trattamento dei disturbi d’ansia e nella riabilitazione del benessere psicologico: la Dott.ssa Alessia Amatore, Psicologa e Psicoterapeuta e la Dott.ssa Raffaella Lazzarin, Psicologa e Specializzanda in Psicoterapia.

